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La cosmesi biologica è il settore d’espansione del biologico che mostra il più alto tasso d’aspettativa di successo di mercato.
Nascono continuamente nuovi cosmetici biologici, e sempre più operatori del settore della cosmesi entrano in un mercato, e in una realtà della certificazione, per loro del tutto nuovi.
Prodotti originali, quasi rivoluzionari, per officine abituate a formulati contenenti anche derivati del petrolio e sostanze chimiche non biodegradabili, che decidono di confrontarsi con una prassi produttiva che si basa su criteri di sostenibilità ambientale, divieto d’uso di OGM, uso di ingredienti certificati biologici, ed assoggettamento ad enti di certificazione diversi da quelli tradizionalmente conosciuti.
Il tutto, in una situazione normativa latente: non esiste una normativa nazionale, né tanto meno europea; ci sono solo disciplinari privati, realizzati da enti e aziende che, a vario titolo, hanno creduto per primi in questo settore.
Un settore che se per un verso non può più essere trascurato, neppure dai più grandi nomi della cosmesi, per altri è ancora più complesso e rischioso di quello, ormai consolidato, dell’agroalimentare biologico: nella cosmesi biologica, trovare oggi il punto di sintesi tra mantenimento degli standard qualitativi, conformità al disciplinare di produzione privato prescelto, e intuizione in merito all’aspettativa del consumatore, è dunque ancora molto difficile.
La reperibilità d’ingredienti di qualità. Questi non devono più soddisfare solo le condizioni tecnologiche imposte dalla produzione, ma anche quelle indotte da disciplinari che limitano pesantemente gli elenchi delle sostanze autorizzate e, quando possibile, ne impongono l’origine biologica.
La scelta dei fornitori. Nasce la necessità di individuare nuovi fornitori già certificati, o di inserire i propri in una nuova filiera certificata. Ne conseguono nuove esigenze di controllo e nuovi criteri di qualificazione delle aziende, e il tutto attraverso documenti e procedure non famigliari, poiché provenienti dal mondo della certificazione biologica.
Solo pochi semplici esempi di una sfida che appare dunque più grande, rispetto a quella del mercato alimentare, poiché quello della cosmesi biologica è un mercato ancora giovane e poco strutturato, con poche regole condivise; ma nello stesso tempo, proprio perché giovane, è quello che offre le maggiori potenzialità di successo a coloro che hanno l’intuizione di inserirvisi da subito e con una forte ed incisiva immagine commerciale.
BIOQUALITÀ può offrire un serio ed affidabile servizio di consulenza globale, valido per tutte le esigenze tecnico-scientifiche dell'azienda. Avvalendosi di professionisti del settore della cosmesi, BIOQUALITÀ è in grado di affiancare l’azienda nel percorso per ottenere e mantenere la certificazione biologica, ma anche di soddisfare le richieste di consulenza in ordine alla formulazione dei prodotti e la classificazione delle sostanze, alla legislazione per la produzione e la commercializzazione dei prodotti cosmetici, la stesura del documento di valutazione di sicurezza del prodotto cosmetico (dossier), e la predisposizione e la verifica della conformità legislativa dell'etichettatura dei prodotti.
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